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Cara María,

20/12/2013

di te so solo che stai crescendo in un paese fuori dall'Europa e fuori dalle Alpi. Tu hai una grande famiglia e probabilmente molte amiche, ma non so nemmeno se hai la possibilità di andare a scuola.

Io vengo da un paese molto piccolo che sta dall'altra parte dell'oceano. Il Liechtenstein, il mio paese, è uno degli stati più ricchi del mondo ed è circondato da altri paesi benestanti. Questa ricchezza e la vita che conduciamo ha molti lati buoni, come ad esempio un'economia funzionante, buone infrastrutture e un benessere diffuso.
Ma come tutto, anche questa ricchezza ha il rovescio della medaglia: da noi tutto gira attorno ai soldi.
Ce ne sarebbero a sufficienza per costruire una comunità in cui tutti stanno bene; nonostante questo però i soldi vengono normalmente utilizzati per accumularne ancora di più.
Lo stress è l'elemento centrale della vita; il lavoro è in cima alla lista delle priorità, la cosa più importante in assoluto. Ma tutto deve diventare più veloce, migliore e più moderno. Nessuno sa perché abbiamo bisogno di sempre di più, ma tutti partecipano a questa corsa. E in questo modo il progresso significa talvolta regresso.
Non c'è tempo per godersela, l'uomo diventa un animale abitudinario e si diffonde la rassegnazione.
Non è come a casa tua, dove il pasto viene ancora apprezzato e dove c'è una vera comunità paesana che si sostiene a vicenda.
Nel tuo e nel mio paese c'è ancora molto da fare e probabilmente pensi che l'Europa, la regione alpina, e soprattutto il Liechtenstein, stiano troppo bene per avere diritto di lamentarsi. Ma io penso che la via d'uscita verso la città alpina capace di futuro, l'abbiamo mancata da tempo. E dove sia questa via d'uscita lo possiamo solo capire nella collettività.
In questo momento sono in Germania insieme a giovani di tutti i paesi alpini per discutere del futuro della regione alpina. Alcune cose nelle città alpine dovrebbero cambiare e io sono lieta che anche i giovani possano partecipare alle decisioni. Le generazioni prima di noi hanno creato il mondo in cui viviamo ora, e ora tocca a noi creare una società come la vorremmo per i nostri figli e i nostri nipoti.
Vogliamo continuare come prima o questa volta qualcosa deve cambiare realmente? Riusciremo ad avere un atteggiamento diverso nei confronti dei soldi? Riusciremo a praticare un commercio equo e solidale? Ci saranno finalmente le pari opportunità?
Non so se tutto questo porterà da qualche parte, ma lo spero proprio.
A te faccio i migliori auguri per il futuro, l'opportunità di un'istruzione e una buona vita.

La tua Isabella

Autore: Isabbela Ospelt, Liechtenstein

Questo e molti altri testi sono stati scritti durante il parlamento dei giovani della Convenzione delle Alpi YPAC 2013 a Sonthofen da un membro del gruppo Folio. L'intero folio si può scaricare gratuitamente al seguente link www.ypac.eu/past-ypacs/ypac-2013/folio.

Il Parlamento dei giovani della Convenzione delle Alpi (YPAC) è sorto nel 2006 su iniziativa dell'Akademische Gymnasium di Innsbruck e da allora si riunisce una volta all'anno in un Paese alpino diverso.
L'YPAC 2013 "La mia città alpina del futuro - rivendicazioni dei giovani per uno sviluppo sostenibile delle città alpine ai sensi della Convenzione delle Alpi" è stato organizzato dall'Associazione Città alpina dell'anno, dalla città di Sonthofen ("Città alpina dell'anno 2005") e dal ginnasio di Sonthofen con il supporto tecnico della CIPRA, Commissione internazionale per la protezione delle Alpi. Il Parlamento dei giovani è reso possibile grazie ai generosi contributi del programma europeo "Gioventù in azione", del Ministero bavarese dell'ambiente e del Ministero federale tedesco dell'Ambiente, della Tutela della Natura e della Sicurezza Nucleare.

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