La "Città alpina dell'anno" fa parte delle Alpi, quindi nutre un interesse peculiare per questa regione nel cuore d'Europa, impareggiabile per ambiente naturale, condizioni di vita e patrimonio culturale. La "Città alpina dell'anno" si assume una particolare responsabilità ai fini del mantenimento dell'eredità naturale e culturale, e si attiva per un suo sostenibile sviluppo.
Coinvolgimento della popolazione
Le attività e le iniziative svolte nel quadro della "Città alpina dell'anno" sono pubbliche. Tutte le persone e le associazioni (professionali, culturali, ecologiche...) interessate possono e devono contribuire con progetti propri. Ai bambini e ai giovani che saranno gli adulti di domani, devono essere riservati spazi speciali, per dare loro la possibilità di sviluppare e articolare le loro esigenze e i loro interessi.
Consolidare i ponti con la regione
Le città gettano dei ponti: dapprima con le regioni circostanti, poi verso territori più lontani, al di fuori del comprensorio delle Alpi. La "Città alpina dell'anno" esprime le sue funzioni e i rapporti reciproci con le rispettive regioni. Cerca possibilità concrete di una "nuova colleganza" tra il mondo urbano e quello rurale.
Città orientata al futuro
La "Città alpina dell'anno" riconosce i principi della Convenzione delle Alpi, di questo programma concepito per uno sviluppo durevole dello spazio alpino. La "Città alpina dell'anno" si impegna a sviluppare e attuare iniziative concrete e innovative nel maggior numero possibile dei dodici ambiti d'intervento della Convenzione delle Alpi (per es. cultura, energia, traffico, tutela ambientale).
Sviluppare la collaborazione
La "Città dell'anno" sviluppa e intrattiene stretti contatti con le altre città della regione alpina in vista di uno scambio di esperienze e dell'elaborazione di interessi comuni che riguardano le città delle Alpi. L'anno successivo, la "Città alpina " dedicherà un'attenzione particolare a città al di fuori del comprensorio alpino, soprattutto alle sue città gemellate.